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La Papua Nuova Guinea
e’
indipendente dalla vicina Australia dal 1975. Si
estende per circa 500 mila km quadrati (quasi il
doppio dell’Italia) con solo sei milioni di
abitanti. Di questi, l’85% vivono nelle
campagne. Parlano oltre 800 dialetti, ma hanno
ormai accettato due lingue comuni: l’inglese e
il pidgin,
sviluppatosi sul posto a contatto prima con i
colonizzatori tedeschi (1918) e britannici
(1945) e poi australiani.
Le risorse naturali (minerali, legname, pesca…)
sono abbondanti, ma di scarso vantaggio per la
popolazione
e lo stesso governo, che non e’ in
possesso dei capitali
e dei mezzi tecnologici necessari allo
sfruttamento.
Nelle campagne la gente vive ancora in modo
tradizionale sviluppando un’agricoltura di pura
sussistenza. Con la colonizzazione, ma
soprattutto con l’attivita’ misionaria negli
ultimi cento anni pero’ sono arrivate le scuole
e l’assistenza sanitaria, seppure
a livelli inferiori al mondo sviluppato.
Dall’indipendenza la gestione dei servizi e’
interamente in mano al governo nazionale con
personale locale, ma anche con molte carenze di
gestione
e programmazione. |
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Salvo un conflitto sviluppatosi negli Ottanta
sull’isola di Bouganville e ora concluso, la
violenza political ed etnica e’ completamente
assente. Diverso il caso della criminalita’
comune. Fino a poco tempo fa la capital Port
Moresby era considerata la citta’ piu’violenta
del Pacifico. Corruzione, alcolismo, furti e
violenze sessuali tuttavia sono ancora
frequenti. Le citta’ non offrono grandi
possibilita’ di lavoro. Numerose bande giovanili
vivono di espedienti.
Ancora un volta l’istruzione si presenta come la
piu’ efficace arma di riscatto. L’attivita’
missionaria si e’concentrata per decenni attorno
alle scuole. Ora guarda anche ad altri ambiti
della vita sociale, ma il coinvolgimento nella
formazione dei ragazzi e dei giovani rimane
prioritario.
I cattolici sono circa un milione mezzo, quindi
il 25% della popolazione. I primi missionari
cattolici sono arrivati nel 1892 (protestanti e
anglicani un po’ prima). Piccoli tentativi
precedenti
erano falliti, tra cui quello dei
missionari milanesi del PIME, conclusosi con il
martirio del Beato padre Giovanni Mazzuconi al
largo dell’isola di Woodlark nel 1855.
Dal 1981 i missionari del PIME sono di nuovo in
Papua Nuova Guinea con le Missionarie dell’Immacolata-PIME.
Tra le tante attivita’ e urgenze,
l’evangelizzazione attraverso la scuola si
conferma essenziale: nella gestione di scuole
proprie in alcune missioni; nella collaborazione
con scuole gestite dal governo; nel sostegno a
singoli ragazzi che meritano di raggiungere
livelli di qualificazione superiore, ma non
hanno alle spalle famiglie in grado di
sostenerli.
E’ questo il caso proposto alla parrocchia di
Bonate Sotto in occasione della giornata
missionaria mondiale 2011. Si tratta di due
ragazzi che andrebbero cosi’ ad aggiungersi ad
un piccolo progetto-studenti gia’ esistente e
seguito dal sottoscritto. Simon Peter Budibudi e
Michael Abel, poco piu’che ventenni, dopo aver
completato le scuole superiori (Grado 12),
chiedono di accedere possibilmente ad una
qualifica infermieristica. Il costo complessivo
dei loro studi e’ di circa dieci mila Euro in
tre anni con inizio a gennaio 2012.
Insieme ai due studenti, saro’ naturalmente
grato a chiunque potra’ raccogliere questo
invito e contribuire secondo le proprie
possibilita’. Ripartiro’ per la Papua Nuova
Guinea il 13 dicembre portando nel cuore e nella
preghiera ognuno di voi e le vostre famiglie.
Grazie. |